Lo abbiamo sempre chiamato così io e le mie amiche, dal primo giorno in cui l’abbiamo conosciuto. Non ricordo neanche bene il motivo di questo nomignolo curioso visto che sono passati 12 anni.
So di averlo sempre criticato, di aver sbuffato ogni volta che lo vedevo arrivare.
Ma cosa vuoi farci? Si sa che le cose si apprezzano solo quando si perdono. E dopo 3 mesi di assenza mi sono ritrovata chiusa in bagno a piangere per il suo ritorno.
Le amiche mi dicevano di stare tranquilla, che pensarci in maniera ossessiva avrebbe soltanto complicato le cose. Ma peggio di com’erano già le cose non credo potessero andare. Ero sfottuta!!
Per 3 mesi non ho fatto altro che piangere e sentirmi in colpa. Pensavo a quella notte del festino sulla spiaggia. Ai 4 martini e 2 gin tonic in seguito ai quali mi ero ritrovata senza costume avvinghiata ai fianchi di uno sconosciuto. Come avevo potuto essere così idiota? I miei sogni e i miei progetti svaniti inesorabilmente per una scopata di cui manco mi ricordavo nulla...
E per quanto ne sapessi, il mostro ero scomparso per quello. Si ne ero certa, sicura. Afflitta.
Ma poi un giorno, senza nessuno sintomo o preavviso, il “mostro” è tornato ed io non ero più nelle mutandine dalla felicità. Lui c’era ed il resto non contava più nulla. Neanche quell’insignificante notte sulla spiaggia. Ora non mi rimaneva che telefonare tutte le mie amiche perché potessero smettere di stare in ansia per me. L’appuntamento per i festeggiamenti era alle 9 e mezzo al solito bar.
Dopo 4 martini e 2 gin tonic giurammo che quella era l’ultima volta che chiamavamo mostro il nostro ciclo mestruale.